Trasparenza, flessibilità, integrazione: quando la tecnologia si mette al servizio del dato

Le energy data platform, le piattaforme software per la gestione e manipolazione del dato proveniente da diverse fonti, sono considerabili ad oggi uno standard nella costruzione dello stack tecnologico di una energy company, sia essa operante nel segmento della vendita e distribuzione tanto che in quello della generazione e trading di energia.

Un’azienda operante nel settore energia si trova oggi a dover gestire dataset con miliardi di datapoint su base giornaliera. Pensiamo alle letture quartorarie provenienti dai misuratori 2G. Ai dati provenienti dalle centrali elettriche. Ai dati di domanda e offerta generati sul mercato in real-time. Ai dati meteo globali provenienti da decine di sorgenti diverse e tra loro disomogenee. Ai dati dei mercati OTC e provenienti dagli exchange.

Oggi sono molteplici le figure che, in azienda, hanno necessità di accedere ai dati e interagire con essi in modo rapido, sicuro, codificato e nel rispetto della governance aziendale. La gestione del dato centralizzato, proprietà esclusiva di un ristretto novero di soggetti, è ormai superata, e anzi peculiarità che rischia di inibire l’evoluzione dell’azienda e minare la sua competitività.

Questo è il contesto nel quale si inserisce l’Energy Data Platform, ad oggi una necessità più che un’opzione per l’azienda moderna company che opera sui mercati energetici.

Energy Data Platform: cos’è?

Una energy data platform è una piattaforma in grado di raccogliere, gestire, manipolare e rappresentare le fonti dati insite nell’attività di gestione della filiera dell’energia.

Questo però non deve trarre in inganno e portare a pensare che una Energy Data Platform sia semplicemente un modo colorito di chiamare una struttura dati, un DWH o un data lake.
Essa, infatti, incorpora processi di gestione del dato e automazioni. Risponde agli standard qualitativi aziendali. Fornisce un’interfaccia coerente a qualsiasi livello di accesso. Preserva le proprietà intrinseche del dato e ne assicura la coerenza e qualità a qualsiasi livello di lavorazione. Permette di gestire il dato come un prodotto, estraendone valore in modo contestuale alla sua lettura, attraverso report e strumenti di visualizzazione.

In particolare, una energy data platform consente di:

  • Attingere a diverse sorgenti di dati e automatizzarne l’import.
  • Gestire l’orchestrazione del dato.
  • Effettuare operazioni di data engineering sul dato.
  • Eseguire attività di analisi e reportistica.
  • Interfacciarsi a monte e a valle con altri sistemi aziendali.
  • Supportare attività di decision making basata sul dato tramite tracciamento di KPIs e metriche chiave.
  • Fornire reporting o accesso ai dati a più soggetti in modo segregato e del tutto compliant con le procedure di data governance e sicurezza stabilite dall’azienda.
  • Fornire agilmente integrazioni con strumenti di analisi di terze parti e linguaggi di programmazione adottati in azienda (Matlab, Python, R, Julia, e molti altri).

Il tutto contestualizzato in un unico strumento software.

I benefici dell’adozione di una Energy Data Platform in azienda

Secondo dati diffusi da McKinsey, attinenti specificatamente al settore delle energy company, l’adozione di una data platform in azienda può portare a una diminuzione di costi e inefficienze tra il 15% e il 20%, in particolare intervenendo sulle seguenti aree aziendali:

  • Manutenzione predittiva.
  • Costi di marketing e allocazione del budget.
  • Pianificazione della domanda.
  • Prevenzione del churn.
  • Ottimizzazione dell’attività di pricing e forecasting.
  • Ottimizzazione credito, bad debt e frodi.
  • Pianificazione delle risorse aziendali (fisiche e digitali).
  • Ottimizzazione della filiera di prodotto.
  • Maggior efficienza delle attività di caring e servizi post vendita.

Tali benefici sono tangibili nei primi tre anni di vita della piattaforma, pertanto l’investimento viene già ripagato nel breve-medio periodo.
Inoltre, a ciò va sommato l’apporto strategico in termini di:

  • Supporto al decision making.
  • Semplificazione dei processi di business.
  • Process automation.
  • Processi di data analytics e governance.
  • Gestione dell’ecosistema aziendale.

Per quanto il settore energetico sia un settore altamente qualificato, dove la gestione di grandi moli di dati sia un fatto del tutto acquisito, dal punto di vista tecnologico tale industry non è ancora in grado di competere con le soluzioni state-of-the-art già operative in altri settori, come finanza, retail, proptech.

In parte questo può essere dato proprio dall’alto grado di specializzazione del settore, che riesce suo malgrado a sopperire e, quindi, a rendere meno urgente l’investimento in tecnologia.

Non è infatti del tutto errato affermare che, oggi, il primo competitor per l’adozione di piattaforme di gestione del dato sia proprio il file Excel. Per quanto indubbiamente strumento storico e mai completamente sostituibile, non può garantire gli standard di scalabilità, gestione del dato, tracciabilità e sicurezza di una piattaforma strutturata.

L’opportunità per il settore dell’energia è quanto mai tangibile e concreta. L’adozione di una data platform rappresenta un vantaggio competitivo per operare nella industry energetica attuale.

Energy Data Platform: il ciclo di adozione

Il ciclo di adozione di una energy data platform, se visto nei dettagli, è peculiare per ogni entità. Ma, se visto ad alto livello, esso può essere distinto nei seguenti macro-step:

Definizione dei requisiti e obiettivi di business.

Come noto, anche in questo caso la tecnologia deve essere messa al servizio del business e non viceversa. Una costosa implementazione tecnologica rimane un esercizio di stile, se non contestualizzata in reali requisiti. Inoltre, mancando tangibilità sulle applicazioni della piattaforma, mancano anche i casi d’uso sui quali poterla testare, sui quali poter desumere i requisiti e le funzionalità necessarie.
Sarà opportuno, quindi, individuare dal giorno uno un novero ristretto di casi d’uso per testare la data platform e saggiarne potenzialità e funzionalità.

Cultura del dato in azienda.

La tecnologia segue l’evoluzione culturale dell’azienda, piuttosto che il contrario. Significa che un’azienda matura intuisce di aver bisogno di nuovi strumenti e fa in modo che essi si integrino e cooperino al raggiungimento degli obiettivi strategici della stessa. Viceversa, non adegua gli obiettivi strategici affinché possano essere risolti mediante la tecnologia, corrente o futuribile che sia.
Nel caso specifico dell’adozione di una energy data platform, l’investimento in tecnologia deve essere accompagnato da un corrispondente investimento in formazione per le risorse aziendali.
Tematiche meritorie di formazione possono essere:

Integrazione del dato al tempo presente.

Nel costruire la nuova Energy Data Platform, è bene partire dal dato esistente in azienda e assicurarsi che esso sia perfettamente integrato, fruibile e utilizzabile. L’adozione della piattaforma non deve essere un elemento di rottura con il passato o peggio essere uno show-stopper per l’attività aziendale. La business continuity va certamente garantita.
Il mindset Agile e i framework ad esso associati o derivati forniscono gli strumenti corretti per sviluppare una soluzione in via incrementale che non è distruttiva per l’operatività al tempo presente.

Integrazione del dato nel futuro.

La data platform diventerà il centro nevralgico del dato in azienda. Fondamentale che qualsivoglia sorgente di dati terza, dall’Excel all’Energy Exchange, dall’ERP al dato destrutturato proveniente da sensori IoT, possa essere agilmente digerita e integrata dalla piattaforma. Il progetto dovrà essere quindi supportato dalle corrette tecnologie, ma anche da adeguata documentazione e dai test inerenti tali specifici casi d’uso.

Pianificazione di lungo termine, adozione di breve termine.

Sebbene l’adozione di una Energy Data Platform vada pianificata strategicamente su un orizzonte di uno-tre anni, è indubbio che debba essere fruita dal business pressoché immediatamente.
I rilasci early-stage vanno pianificati con alta frequenza, ed è realistico pensare che già nei primi tre mesi dalla partenza del progetto sia possibile interagire con la piattaforma con dati aziendali reali (ancorché eventualmente in un contesto sandboxed). Questo sarà vitale per garantire sponsorship ed endorsement del progetto, non solo da parte degli stakeholder di alto livello, ma anche e soprattutto dai team operativi, che dovranno gestire il passaggio tra i nuovi strumenti in via contestuale.

Governance del dato orizzontale.

Le realtà che riescono a sfruttare al meglio la propria filiera del dato, e utilizzare tale capability per innovare e conquistare nuove nicchie di mercato, sono quelle che hanno fatto propria una filosofia di gestione del dato orizzontale, democratizzato, decentralizzato. In linea generale tutti i componenti di un team aziendale, e idealmente tutti dipendenti di un’azienda, dovrebbero essere in grado di sapere quali fonti dati siano disponibili in azienda, e accedervi con strumenti self-service. La presenza in azienda di una figura deputata in via centralizzata a tale funzione è senza dubbio garanzia di continui colli di bottiglia e di una scarsa evangelizzazione della cultura del dato, che rischia invece di rimanere dogmatica e oscura.

Energy Data Platform e open data: opportunità.

Il consolidamento di una soluzione di data platform in azienda permette anche di beneficiare di quelle che sono le connessioni con sorgenti dati pubbliche disponibili nell’ecosistema. Se questi dataset pubblici sono ormai decisamente frequenti, è vero che digerire tali dati e verificarli prima del loro utilizzo in termini di congruità e pulizia (ETL) può non essere banale.

Il ricorso a un processo di ingestion strutturato e codificato da una piattaforma abilita gli utenti a sfruttare questi dataset in uniformità con le policy aziendali.

I dataset pubblici più noti sono:

Una lista più esaustiva è disponibile su Wikipedia.

Energy Data Platform: a chi dovrebbe interessare?

Nel ciclo di adozione di una piattaforma per la gestione del dato del settore dell’energia, individuiamo i seguenti attori:

  • CTO – Chief Technology Officer: in quanto la funzione deputata alla ricerca e implementazione di nuove tecnologie e strumenti innovativi in azienda, il CTO è potenzialmente il primo punto di contatto. Il soggetto che può individuare la necessità o l’opportunità di adottare una data platform. Spesso anche la figura che porta in azienda semi, bytes di informazione sui quali viene poi costruita la strategia aziendale.
  • CIO – Chief Information Officer: figura deputata alla realizzazione della strategia informatica e tecnologica in azienda, il CIO è la figura che, più di ogni altra, è in grado di comprendere le implicazioni date dall’adozione di una EDP e quindi i suoi benefici. Sarà in grado di contestualizzare il progetto nella roadmap aziendale ed avere l’appoggio del top management per avviarlo.
  • Head of Trading: il ruolo spesso fondante e cardine per l’adozione di una Energy Data Platform in azienda. Il trading di energia è in costante evoluzione e grazie a tali strumenti tecnologici i trader possono restare al passo coi tempi. Il responsabile trading è alla costante ricerca di soluzioni per guadagnare margine sui competitor e ha le competenze tecniche adeguate per interagire con una EDP in tutte le sue fasi.
  • Data Scientist, Quant: le figure in azienda più esposte all’interazione costante con grandi moli di dati, e pertanto maggiormente sensibili a percorsi e strumenti che consentano di ottimizzare l’efficienza del loro lavoro. Anche in questo caso si tratta di figure tecniche che hanno certamente background per supportare nella fase di design e prototipazione della piattaforma.
  • CMO – Chief Marketing Officer: nel suo ruolo apicale per quanto riguarda la parte di sales & marketing, il CMO è utilizzatore principe della data platform in un’azienda energy. Il suo contributo pertanto può prevedere la definizione di use case e testing di integrazioni con sorgenti dati del mondo del marketing.

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