I 7 compiti di un energy manager

Le aziende modernamente strutturate devono poter contare su professionisti che apportino valore aggiunto all’attività di impresa: tra le figure di spicco delle realtà imprenditoriali opera l’energy manager, un profilo chiave con un know how specifico ma competenze di ampio respiro.

Come suggerisce il termine, l’energy manager è un collaboratore, interno oppure esterno, che monitora i consumi energetici, avvalendosi di software e altri tools per la valutazione del dispendio energetico e la sua ottimizzazione in aziende, Enti pubblici e strutture complesse.

In base alle caratteristiche del contesto in cui opera, l’energy manager ricopre diversi ruoli e, in particolare:

  • ruolo dirigenziale: nelle organizzazioni più strutturate, questa figura avrà una formazione spiccatamente tecnica e guiderà un team di lavoro con un background altrettanto tecnico;
  • ruolo di collaborazione: nelle aziende di piccola e media entità.

In entrambi i casi, l’obiettivo dell’operato dell’energy manager è quello di pianificare una gestione efficiente del consumo energetico globale in un’azienda, attraverso il contenimento dei costi e l’ottimizzazione delle risorse impiegate.

Per quanto riguarda la formazione dell’energy manager, questa si traduce spesso in un percorso universitario a carattere gestionale, con un’esperienza in organizzazioni che operano nel settore energetico.

Ma non è tutto, perché questo manager deve possedere una solida formazione sulla legislazione dei mercati nel settore di riferimento, avere spiccate doti di leadership e capacità di gestire una squadra, composta da professionisti preparati e che sanno utilizzare gli specifici strumenti di analisi dei dati energetici.

Completa il quadro del professionista ideale l’utilizzo di software dedicati all’elaborazione di ingenti flussi di dati, in grado di far confluire le risultanze dei consumi energetici in database affidabili, sicuri e collaudati, che restituiscano in tempo reale dati utili a elaborare strategie efficaci.

Accade spesso, infatti, che nonostante i migliori auspici iniziali, i dati a disposizione siano difficili da aggregare e rielaborare, con il risultato di un’attività poco efficace, in particolare nel lungo periodo.

In quest’ottica, la figura dell’energy manager, in diversi ambiti aziendali, risulta fondamentale, se associata all’impiego di software funzionali e di ultima generazione.

 

Perché le aziende dovrebbero avvalersi della collaborazione dell’energy manager

L’implementazione di strategie aziendali per incrementare l’efficienza energetica fa parte degli obiettivi che l’energy manager si propone nel corso della sua attività.

Grazie all’ottimizzazione sui costi per l’energia, sarà possibile raggiungere importanti risparmi sui costi, nel rispetto di quanto previsto dalle normative in vigore.

Pensando al compito principale di un energy manager o, più diffusamente, di un team che si occupa di Global Energy Management, ci si riferisce a un complesso di strategie, azioni e attività volte a ottenere, incrementare e monitorare l’efficienza energetica di una o più organizzazioni complesse.

Leggendo questa affermazione, molti potrebbero pensare che l’ottimizzazione delle risorse rappresenti la normalità e che gli sprechi, i costi ripetuti e le spese non necessarie facciano parte di un retaggio del passato.

In realtà, nella maggior parte dei casi accade esattamente il contrario, per una serie di motivi legati alla natura dell’attività e per ragioni connesse all’organizzazione interna.

Innanzitutto, nelle aziende di piccole e medie dimensioni, i compiti assegnati ai collaboratori potrebbero essere non sufficientemente suddivisi, con il risultato che i dipendenti svolgano diverse mansioni, che vanno al di là dello specifico compito funzionale.

Il risultato è che, spesso, non rimane tempo materiale a sufficienza per il monitoraggio dei costi e l’attività ordinaria si sovrappone a quella straordinaria, con una rincorsa verso scadenze, adempimenti e target aziendali.

Laddove l’amministratore delegato individui una figura preposta al controllo dei consumi energetici, si tratta di un profilo non specializzato, che si basa su dati parziali e che non può dedicare l’attenzione sufficiente alla pianificazione di una strategia di ottimizzazione delle risorse energetiche.

Nelle organizzazioni più complesse, invece, dove generalmente la suddivisione dei ruoli aziendali risulta più marcata e riconoscibile, è necessaria una figura che si occupi unicamente del monitoraggio dei consumi e della predisposizione di adeguati planning inerenti il dispendio energetico dell’azienda, attraverso l’analisi dei dati disponibili e la guida di un team di lavoro dedicato allo scopo.

Uno dei fondamenti dell’attività dell’energy manager riguarda la dinamicità dei prezzi dell’energia: tale elemento rende il controllo sui costi indispensabile, considerando l’evoluzione continua nei mercati di approvvigionamento delle materie prime.

Alla luce di quanto esposto, appare evidente che l’attività dell’energy manager deve essere costante e focalizzata sugli obiettivi e avvalersi di strumenti idonei, in particolare software e applicazioni in cloud.

Questi tools consentono di analizzare, capire, monitorare e ottimizzare i consumi energetici di un’azienda o di un gruppo di aziende, nel breve e nel lungo periodo.

compiti di un energy manager

Energy manager: i 7 compiti principali del professionista

Una volta stabilite le linee generali di operatività dell’energy manager, è utile scendere nel dettaglio e scoprire quali siano i compiti specifici di questa figura professionale, che sta assumendo un ruolo sempre più strategico nelle aziende di tutto il mondo.

Per meglio definire il perimetro di competenza dell’energy manager, gli osservatori del settore hanno identificato 7 compiti principali attribuiti al professionista e al team di lavoro.

1. Controllo globale dei consumi di energia

Per contenere i costi energetici, l’energy manager dovrà tracciare con attenzione i consumi energetici complessivi che fanno capo all’organizzazione in oggetto.

Come opera la squadra di Energy Management per raggiungere questo obiettivo?

Innanzitutto, i professionisti devono avere a disposizione tutti i dati disponibili riguardanti i consumi di energia in un determinato periodo, raccogliendo i dati registrati dal complesso dei contatori.

Questo è in assoluto il primo step dell’attività di controllo dei consumi e, in questa prima fase di raccolta dati, un supporto ideale è rappresentato da un software gestionale, in cui sia possibile far confluire in modo automatico i dati dei contatori, sia di testa che secondari.

L’alternativa, in assenza di un software appositamente elaborato, è quella di inserire manualmente i dati in un foglio Excel, con evidenti problematiche, che analizzeremo di seguito.

Il primo problema è legato al fattore tempo, il quale è strettamente correlato ai costi. Infatti, considerando che l’energy manager è una figura gestionale e dovrebbe percepire un compenso commisurato a tale funzione, se deve impiegare una parte della propria giornata lavorativa inserendo dati in Excel, tale attività risulterà, per l’azienda, un costo elevato.

Inoltre, la seconda problematica relativa alla compilazione manuale dei campi sui consumi energetici riguarda l’errore umano, una possibilità da tenere sempre in considerazione.

Anche se la percentuale di errore è ridotta al minimo, attraverso gli appositi strumenti di controllo, vi è comunque un margine che determinerà scostamenti nell’analisi e valutazione dei costi energetici.

Un altro elemento degno di attenzione è la monotonia dell’attività di inserimento dati, che se protratta per un lungo periodo di tempo rischia di essere demotivante per l’energy manager e la sua squadra, distogliendoli dagli obiettivi.

Per questo motivo, una soluzione interamente digitalizzata, in cui i dati sui consumi confluiscono in modo automatico, risulta la strategia vincente per una visualizzazione dei dati efficiente, affidabile e con risultati in tempo reale.

2. Controllo dell’energia in real time

Il monitoraggio dei costi dell’energia è uno dei pilastri della gestione afferente al settore energetico.

Attraverso il controllo e la pianificazione, infatti, è possibile eseguire un’analisi dei dati relativi al consumo in azienda, verificare eventuali scostamenti e rilevare una serie di problematiche direttamente riconducibili al dispendio di energia.

Solo una valutazione attenta e analitica dei consumi di energia permette di comprendere le ragioni di alcune problematiche, l’individuazione delle migliori soluzioni e intraprendere le necessarie azioni correttive.

Da un punto di vista ideale, l’energy manager dovrebbe avvalersi di software altamente efficienti, che consentano il controllo in tempo reale di un’enorme quantità di dati, perché solo questi ultimi forniscono gli elementi per prendere decisioni smart e spendibili.

I migliori software gestionali, quindi, sono quelli che con un solo clic restituiscono un’analisi energetica fedele e chiara, con una grafica scorrevole e di immediata visualizzazione.

3. Controllo delle fatture di energia dell’azienda o gruppo di aziende

Un altro compito dell’energy manager è il controllo e la convalida delle bollette energetiche, in funzione dei consumi rilevati, registrati nel software e analizzati in tempo reale.

Per svolgere queste attività, il professionista e il suo team dovranno effettuare una simulazione delle bollette, in base al totale dei consumi raccolti.

La simulazione delle bollette energetiche risulta uno degli strumenti più efficaci per avere una fotografia pressoché esatta dei consumi attualmente registrati in un determinato contesto aziendale.

Prima di convalidare le bollette energetiche pervenute dai fornitori, quindi, è indispensabile operare una simulazione.

Gli errori di calcolo nelle fatture dell’energia, infatti, sono all’ordine del giorno e solo gli addetti al check hanno la possibilità di verificarne gli scostamenti, con un conseguente risparmio di denaro per l’azienda.

4. Supportare gli organi decisionali nella definizione di strategie di investimento

Come è possibile dedurre, i gestori di energia possiedono una serie di informazioni determinanti per il monitoraggio dei prezzi, oltre ad altri elementi preziosi per il controllo e la reportistica sui dati energetici.

La conoscenza dettagliata sul funzionamento e dei consumi energetici degli impianti, da parte dell’energy manager e della sua squadra, consentirà di assumere decisioni chiave per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Per tale motivo, l’attività dell’energy manager è centrale nei processi di decision making delle organizzazioni, poiché le azioni da intraprendere porteranno a investimenti significativi e a risparmi altrettanto importanti, se la pianificazione risulta efficiente.

5. Riscontro sui risparmi energetici e analisi sugli incrementi di efficienza energetica

Quando, all’interno di un’azienda, è prevista la gestione globale dell’energia e sono sviluppati progetti di efficienza energetica, è utile dare seguito alle misure adottate e procedere a un follow-up dei risultati ottenuti.

In quest’ottica, i progetti di quantificazione e controllo rappresentano uno strumento di valutazione effettiva delle prestazioni reali dei programmi di risparmio elaborati dall’energy manager.

Quest’ultimo, infatti, monitora i progetti predisposti, con lo scopo di registrare eventuali difformità, discrepanze o inefficienze, oltre che i più comuni problemi legati ai consumi energetici.

Molti professionisti del management energetico applicano il protocollo noto con l’acronimo IPMVP, che si basa su direttive internazionali e serve a determinare le prestazioni delle misure di efficienza energetica implementate.

L’obiettivo è quello di predisporre le misure di contenimento dei costi e monitoraggio che dovranno essere successivamente tenute in considerazione.

L’attuazione del protocollo IPMVP implica report di valutazione che siano stilati con cadenza regolare e, a questo scopo, gli energy manager che utilizzano software gestionali si avvalgono di software con report preimpostati, con elevata possibilità di personalizzazione.

La ratio di un report personalizzato deriva dal fatto che un energy manager potrà visualizzare dati differenti da quelli del CFO, perché si tratta di due figure diverse in un contesto aziendale.

6. Definire azioni precise per allineare l’azienda ai propri obiettivi di sostenibilità

Una delle attività più rilevanti, all’interno di un’organizzazione complessa, riguarda i cosiddetti obiettivi di sostenibilità, noti anche con l’acronimo SDGs, che si riferisce ai termini anglosassoni Sustainable Development Goals.

Gli obiettivi di sostenibilità si concretizzano in una lista di 17 goals, stabiliti nell’ “Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2015.

I target di sostenibilità predispongono gli obiettivi che tutte le organizzazioni, intendendo quelle pubbliche e private, dovranno raggiungere in un periodo di tempo determinato, ossia entro il 2030.

È proprio questo uno degli ambiti di operatività dell’energy manager, il quale definisce la responsabilità sociale dell’azienda in cui opera e progetta le azioni concrete da intraprendere.

La riduzione della quantità di energia impiegata è uno dei principali traguardi di sostenibilità ottenibili a breve termine, se la sinergia tra energy manager, squadra di lavoro e organi decisionali è adeguatamente supportata da strumenti informatici affidabili, veloci e precisi, che si basano sull’Intelligenza Artificiale (AI).

7. Supporta il team dedicato alla manutenzione con la rilevazione automatica di eventuali anomalie

L’Energy Manager aiuterà la tua azienda a risparmiare energia e ridurre i costi energetici, ma può coadiuvare il reparto manutenzione nella rilevazione e gestione di eventuali anomalie.

L’ambito di operatività dell’energy manager, in questa fase, riguarda un’analisi approfondita di tutti i dati sui consumi energetici degli impianti; solo così sarà possibile registrare eventuali anomalie e malfunzionamenti, in grado di incidere in modo negativo sui costi globali per l’energia.

Grazie al monitoraggio in tempo reale di guasti a carico degli impianti, sarà opportuno contattare il facility manager per la sostituzione di alcune parti o la loro riparazione.

La soluzione ideale per gli energy manager: Artesian

L’attività dell’energy manager, come abbiamo visto, si basa su una serie di conoscenze tecniche, un’esperienza maturata nel settore energetico e strumenti informatici di ultima generazione.

In particolare, Artesian è un software in cloud in grado di automatizzare completamente l’elaborazione e l’analisi dei dati energetici.

Il programma Artesian è realizzato per gli analisti, i consulenti e i professionisti che avvertono la necessità di fare un salto di qualità nel proprio settore di competenza.

Grazie all’elaborazione in tempo reale di dati provenienti da più fonti, l’analisi è effettuata in modo tempestivo e affidabile.

I principali tratti caratteristici del software Artesian sono:

    • Automazione: il servizio fornito da Artesian consente di rilevare, classificare e monitorare i dati in modo automatico, liberando l’energy manager e la sua squadra da funzioni ripetitive e che implicano elevati margini di errore umano;
    • Integrazione: Artesian può includere diverse fonti di dati relativi al mercato energetico di riferimento, con alta percentuale di customizzazione da parte del provider.
    • Sicurezza: Artesian non è proprietaria del dato gestito, che rimane in capo all’utilizzatore. 
    • Semplicità: Artesian è pronta all’uso con una semplice configurazione, totalmente cloud-based.